Le molteplici varietà della cucina indiana sono caratterizzate dall’uso sofisticato ed inusuale di molte spezie ed erbe, ma anche da diverse tecniche di cottura e di preparazione dei piatti: questo fa sì che la cucina si differenzi da regione a regione, riflettendo gli usi e i costumi delle diverse popolazioni.
L’India ha alle spalle ben 5000 anni di cultura culinaria, durante i quali sono cambiati più volte confini, politica, influenze, e tutti questi fattori hanna creato molteplici identità “culinarie” e molta confusione al riguardo: c’è che appoggia le basi comuni che fanno della cucina Indiana un elemento di coesione del sub-continente, ma c’è anche chi invece si batte per la propria individualità.
L’India rievoca immediatamente, in chi non la conosce, immagini di mitici maharajah e di lussuosi palazzi, di templi grandiosi e multicolori in cui si adorano numerosi dei, di giungle popolate dalle famose tigri del Bengala e da mastodontici elefanti, di montagne altissime dove antichi monasteri ospitano guru e santoni, di città immense sovrappopolate in cui una grande miseria convive con un’ immensa ricchezza. L’India è tutto questo, ma non solo: si tratta di un paese per il quale ogni descrizione è insufficiente a dare un’ immagine completa. Essa presenta innumerevoli aspetti talvolta contrastanti; è un mosaico di popoli, di culture, di lingue, e di religioni con influssi derivanti da colonizzazioni diverse avvenute in epoche successive. Tuttavia, pur nell’estrema varietà, esiste uno spirito unificatore, che l’ India trasmette con messaggi diretti, intraducibili, non trasferibili, quasi sublimali. Cinquemila anni di sapienza e di scrittura hanno creato in questo ”subcontinente” una tra la maggiori civiltà della terra.
L’India, federazione di 25 stati, è un vastissimo paese grande circa 11 volte l’Italia, attraversata da fasce climatiche alquanto differenti. La vastità della regione, la multiformità del clima, la grande complessità delle tradizioni e degli influssi religiosi, fa sì che la cucina indiana sia una delle più aromatiche. Più che di “cucina indiana”, correttamente bisognerebbe parlare di “cucine indiane”, poiché ogni “stato” ha una sua cucina, ogni religione e ogni tradizione hanno le proprie peculiarità. Per questo, noi, abbiamo scelto di proporre qualche sfaccettatura di queste cucine, piatti della cucina dei “Maharajah” e piatti della cucina povera, dai gamberoni giganti (Madrasi Jhinga) cotti nel forno “Tandoor” ad una profumatissima zuppa di lenticchie gialle (Mulligatawni Soup), dai ricchi risi “Biryani” ai deliziosi pani farciti (Naan).